
I dati sui ceppi influenzali 2025, o per meglio dire, della stagione influenzale 2024-2025, sono reperibili grazie a RespirVirNet, il Sistema di Sorveglianza Integrata inerente a virus respiratori e sindromi simil-influenzali. Coordinate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), le procedure di sorveglianza sono sia epidemiologiche, e quindi relative all’andamento delle epidemie stagionali, sia virologiche, monitorando i virus respiratori circolanti in una data stagione. È opportuno specificare, a tal proposito, che le (suddette) sindromi simil-influenzali fanno riferimento non solo alle infezioni correlate ai virus influenzali, ma anche a quelle sostenute da altri virus respiratori.
Vedremo, tra poco, alcune informazioni sulla stagione più recente, accennando anche ad alcuni punti di confronto con le stagioni precedenti. Passeremo, successivamente, ai metodi di prevenzione, con alcune nozioni sugli interventi individuali e sulle misure di sanificazione per ambienti.
H2: Quali ceppi sono predominanti
Le informazioni epidemiologiche fornite dall’ISS affermano che la stagione 2024-2025, per la quale si è recentemente conclusa l’attività di sorveglianza, si è contraddistinta per un’importante circolazione di virus respiratori. I dati evidenziano, inoltre, che la quantità assoluta di casi simil-influenzali ammonta a più di 16 milioni, e che tale numero si definisce come il più alto da inizio sorveglianza.
Degli oltre 59 mila campioni esaminati durante il periodo in questione, il 23% ha mostrato una positività conclamata per virus influenzali. Nell’ambito di questi patogeni, è stata rilevata la compresenza di virus influenzali di tipo A (66,7%) e di tipo B (33,3%).
Per quanto riguarda la classificazione dei virus influenzali co-circolanti, è stata osservata una prevalenza del sottotipo A(H1N1)pdm09, con un valore percentuale del 53,9%. Seguono i ceppi del sottotipo A(H3N2) , con una percentuale del 46,1%. In relazione ai virus influenzali di tipo B, è emersa una prevalenza di ceppi B/Victoria.
Degni di nota anche gli altri virus respiratori, seppur presenti in percentuali inferiori. Nello specifico, è emersa la circolazione di:
- rhinovirus (9,8%);
- virus respiratorio sinciziale, RSV (8,1%);
- metapneumovirus (3,2%);
- coronavirus non classificabili come SARS-CoV-2 (3%);
- adenovirus (2,6%);
- SARS-CoV-2, l’agente alla base del COVID-19 (2,1%).
H2: Differenze rispetto agli anni precedenti
Al di là del numero assoluto di casi, che per la stagione 2024-2025 risulta superiore, il picco di incidenza è invece inferiore rispetto al precedente periodo di sorveglianza, relativo alla stagione 2023-2024. Nello specifico, la curva epidemica inerente alle patologie simi-influenzali ha mostrato, nel punto più alto, un’incidenza di 17,4 casi per 1000 individui affetti. Per la stagione 2023-2024, l’incidenza più alta si è collocata, a sua volta, sui 18,4 casi per 1000 soggetti.
Relativamente alle sindromi simil-influenzali, la stagione 2023-2024 ha mostrato la più alta incidenza mai registrata. Tra le altre cose, si evidenzia, sempre per tale periodo, un impattonotevole sui bambini con meno di 5 anni di età. Tuttavia, anche per il periodo 2024-2025, si evince un’incidenza cumulativa importante, pari al 65%, nella fascia 1- 4 anni.
In linea generale, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali nel post-pandemia è decisamente aumentata, quasi raddoppiata, rispetto ai valori dell’ultima stagione pre-pandemia (2018-2019).
Per quanto concerne i ceppi influenzali circolanti, anche nel periodo di sorveglianza 2023-2024 è stata registrata una prevalenza del virus A(H1N1)pdm09. Allo stesso modo, tutti i virus di tipo B circolanti in quella stagione appartenevano al lineaggio B/Victoria.
H2: Vaccini, prevenzione e tecnologia a confronto
Il rischio infettivo correlato i virus influenzali richiede delle misure di prevenzione appropriate. Queste riguardano sia gli individui, che agiscono attivamente nel proteggere sé stessi, sia gli ambienti, che necessitano, molto spesso, di interventi di sanificazione frequenti. Questi ultimi, a loro volta, rispondono ad alcune procedure convenzionali e a tecnologie emergenti.
H3: Influenza e prevenzione individuale
Per proteggersi dai virus influenzali, è opportuno rispettare poche, ma efficaci, regole igienico-comportamentali. In parallelo, è fondamentale aderire alle campagne vaccinali dedicate. Sebbene siano rivolte al singolo soggetto, tali strategie si ripercuotono in modo favorevole su tutta la comunità. Ecco alcune nozioni in merito.
- Norme igienico-comportamentali: queste comprendono azioni quotidiane e ripetibili, ma anche scelte dettate dal buon senso. È bene, in primis, procedere al lavaggio regolare delle mani, soprattutto dopo aver tossito/starnutito o toccato superfici potenzialmente infette (es.: i corrimano di un autobus). Laddove acqua e sapone non siano disponibili, è possibile ricorrere a soluzioni disinfettanti a base alcolica. Contestualmente, è opportuno tossire/starnutire in fazzoletti monouso, da gettare in pattumiera subito dopo. Per contrastare la trasmissione virale, è preferibile tenersi a distanza dalle persone con sintomi simil-influenzali, oltre che isolarsi se si è affetti dagli stessi sintomi. Nella frequentazione quotidiana degli spazi pubblici, è buona abitudine, infine, proteggersi con mascherine facciali monouso.
- Vaccino antinfluenzale: si tratta di uno strumento di prevenzione notevole e di grande efficacia. Le soluzioni vaccinali sono soggette ad aggiornamenti periodici e vengono somministrate nel periodo autunnale. È fondamentale, per l’elevato rischio di complicanze, che i soggetti vulnerabili nel facciano richiesta. Le categorie a rischio, nello specifico, comprendono anziani, donne in gravidanza e malati cronici, che traggono vantaggio dalla protezione diretta. Tuttavia, il vaccino è fortemente raccomandato anche per le persone prossime a questi soggetti, oltre che per i medici e il personale sanitario.
Per quanto concerne la composizione dei prossimi vaccini, relativi alla stagione influenzale 2025-2026, rimandiamo a questo documento pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
H3 Sanificazione ambientale
La prevenzione dell’influenza, così come di altre malattie infettive provocate da virus respiratori (e non solo), non prescinde dalla sanificazione degli ambienti. Ciò si rende particolarmente rilevante per gli spazi chiusi e/o ad alta affluenza, che predispongono a una maggiore prossimità interpersonale e facilitano l’incremento delle concentrazioni virali nell’aria. Le procedure di sanificazione prevedono un primo step di pulizia, che consiste nella rimozione dello sporco visibile con metodi manuali e opportuna detersione. Fa dunque seguito la disinfezione, che è volta ad un’azione germicida ad ampio spettro. Nel complesso, la sanificazione ambientale si basa su metodi chimici e non chimici, includendo le tecnologie più recenti.
- Sanificazione chimica: si effettua con disinfettanti a base di alcol etilico o ipoclorito di sodio, ma anche di sali d’ammonio quaternario, perossido di idrogeno e acido peracetico. Le sostanze disinfettanti, da applicare alle superfici, richiedono un utilizzo appropriato, che sia in linea con le istruzioni in dotazione. L’impiego corretto dei disinfettanti permette di ridurne al minimo la tossicità e gli effetti inquinanti.
- Sanificazione non chimica: si tratta di un insieme di espedienti che sfruttano il potere germicida di alcuni mezzi fisici, come il calore, le radiazioni ultraviolette e le onde elettromagnetiche. Nel loro insieme, queste soluzioni permettono di evitare gli effetti nocivi e/o inquinanti dei disinfettanti chimici, sebbene non sempre siano scevre da rischi.
H3 Purificazione dell’aria
La gestione del rischio infettivo prevede un’efficiente purificazione dell’aria “indoor”, così definita perché confinata negli spazi chiusi. Come gli altri virus respiratori, i virus influenzali vengono emessi dalle persone infette mediante tosse e starnuti, diffondendosi nell’aria sotto forma di bioaerosol. Essi, dunque, si accumulano negli ambienti al chiuso, attivando (potenzialmente) il processo infettivo in altri ospiti umani. Alla luce di ciò, è cruciale conservare la salubrità dell’aria. Ecco, di seguito, i metodi preposti a tale scopo.
- Ventilazione: per consentire il ricambio dell’aria. Essa viene attuata in modo naturale, con l’apertura frequente delle finestre, o in modo artificiale, installando dei sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC).
- Filtrazione HEPA (High Efficiency Particulate Air): decisamente utile nei luoghi ad alto rischio infettivo (es.: ambienti sanitari), questa tecnologia viene integrata a molti purificatori d’aria, per rimuovere in modo ottimale le particelle virali in sospensione.
- Lampade UV-C: dotate di uno spiccato potere germicida, le radiazioni UV-C vengono ampiamente applicate alla sanificazione degli ambienti. A tal proposito, vari dispositivi di purificazione dell’aria si avvalgono di una lampada UV-C incorporata. È importante aggiungere, tuttavia, che le radiazioni UV-C sono molto dannose per l’uomo, richiedendo un utilizzo consapevole e scrupoloso.
- Ionizzazione: la neutralizzazione dei virus respiratori, potenzialmente dispersi nell’aria, può sfruttare anche i sistemi che producono particelle dotate di carica elettrica. Questi interagiscono con i virus in sospensione, neutralizzandone le potenzialità infettive.
- Campi elettromagnetici: gli apparecchi che emettono onde elettromagnetiche possono inattivare i virus in bioaerosol in modo innocuo per l’uomo e gli animali. I dispositivi sviluppati da e4life, per esempio, generano un campo elettromagnetico oscillante che danneggia l’involucro virale. A differenza di molti espedienti chimici e, talvolta, fisici, la tecnologia e4shieldtm risponde all’approccio “One Health”, preservando l’ambiente e la salute collettiva di chi lo abita.
