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Influenza e fragilità: guida completa per proteggere anziani e immunodepressi 

Quando arriva la stagione fredda, l’influenza si ripresenta con tutte le sue insidie, soprattutto per le categorie più fragili. Persone avanti con l’età, soggetti immunodepressi e malati cronici possono contrarre il virus influenzale come chiunque altro, tuttavia, essi corrono il rischio ulteriore di sviluppare complicanze secondarie. È importante, alla luce di ciò, comprendere il pericolo e agire in prevenzione, superando al meglio la stagione epidemica. 

Chi sono i soggetti fragili e perché sono più a rischio 

I soggetti fragili sono persone che presentano una spiccata vulnerabilità. Seppure in relazione a fattori differenti, essi vengono accomunati dalla minore resistenza ai virus stagionali. Ecco, di seguito, alcune tra le categorie in questione. 

  • Anziani di età pari o superiore a 65 anni: l’invecchiamento dell’organismo si ripercuote anche sul sistema immunitario, che risulta meno efficiente nel combattere i virus. 
  • Immunodepressi: tale categoria comprende, per esempio, malati oncologici in chemioterapia, soggetti in cura con immunosoppressori e persone reduci da trapianto d’organo. Nell’insieme, essi presentano difese naturali deboli. 
  • Malati cronici: questi includono soggetti cardiopatici, pazienti con insufficienza renale o epatica e persone con patologie respiratorie. 

In tutte le categorie a rischio, la malattia influenzale può sfociare in complicanze importanti, come polmoniti, miocarditi ed encefaliti, oltre che provocare un peggioramento delle condizioni basali già compromesse. Si tratta, in ogni caso, di una situazione che può variare notevolmente da caso a caso. Per una visione completa di tutte le categorie a rischio è possibile consultare il sito dell’Istituto Superiore di Sanità, scaricando la circolare aggiornata sulle raccomandazioni. 

Piano personale di protezione: vaccinazioni, controlli e farmaci 

La gestione delle categorie a rischio si basa su un approccio integrato che associa prevenzione primaria, supporto farmacologico e supervisione medico-specialistica costante. Tra le misure di prevenzione spicca, senza dubbio, il vaccino antinfluenzale, disponibile ogni anno agli esordi della stagione epidemica. Pur non azzerando il rischio infettivo, la vaccinazione permette alle persone fragili di proteggersi da un decorso più grave, adattandosi anche ad alcune tipologie di pazienti. Nello specifico, la formulazione può variare a seconda del soggetto da vaccinare. 

  • Anziani: preferibilmente, essi non ricevono un vaccino standard, ma un vaccino potenziato, ovvero una formulazione adiuvata o ad alto dosaggio, ai fini di una risposta immunitaria più consistente. 
  • Immunodepressi: questi soggetti vengono trattati in modo sicuro con dei vaccini inattivati,  in maniera compatibile con altre terapie farmacologiche (e sarà il medico a stabilire le tempistiche più opportune). Le formulazioni vive attenuate, al contrario, non sono adatte a questo gruppo di pazienti. 

In parallelo al vaccino antinfluenzale, le categorie fragili possono usufruire di altri strumenti vaccinali, ecco quali. 

  • Anti-Pneumococco: contro la polmonite batterica, che è una complicanza grave dell’influenza. Viene raccomandato per gli anziani e i malati cronici. 
  • Anti-COVID-19: data la co-circolazione delle due tipologie virali, è opportuno vaccinarsi sia contro il SARS-CoV-2 che contro i virus influenzali, anche nella stessa seduta. 
  • Anti-RSV (Virus Respiratorio Sinciziale): questo virus determina un numero importante di ricoveri. Attualmente, il vaccino viene raccomandato per gli anziani e le persone con patologie croniche pregresse. 

Anche i farmaci antivirali si prestano alla gestione dell’influenza nelle categorie a rischio. Essi si rendono utili nelle circostanze seguenti. 

  • Trattamento precoce: se utilizzati entro 48 ore dall’esordio dei sintomi, questi farmaci possono agire sul decorso della malattia, riducendo la possibilità di complicanze. 
  • Chemioprofilassi post-esposizione: in caso di esposizione certa all’agente patogeno (es.: focolaio in casa di cura), i farmaci antivirali possono agire in prevenzione. 

Gestione dei contatti: visite sicure in casa e in struttura 

A ridosso dei picchi influenzali, come in qualsiasi fase della stagione epidemica, è opportuno intervenire sulle interazioni sociali, evitando o ridimensionando le occasioni di contagio. Ecco, di seguito, alcune iniziative di prevenzione, adottabili nei contesti casalinghi e nelle strutture assistenziali. 

Interazioni sociali in casa: espedienti di base 

Per sua stessa natura e dopo gli ambienti sanitari, la casa è, per le persone fragili, un luogo di protezione. È dunque fondamentale, laddove essa diventi una sede di vita sociale, lasciare fuori il rischio infettivo. Le regole da seguire, a tal proposito, sono semplici e intuibili. 

  • Auto-monitoraggio: in presenza di sintomi respiratori (es.: tosse, congestione nasale), è buona norma rimandare le visite ai soggetti fragili, attendendo la scomparsa totale, per almeno 24 ore, di qualsiasi disturbo. 
  • Igiene delle mani: prima di entrare in casa di un soggetto fragile, è opportuno igienizzare le mani con una soluzione idroalcolica, per poi ricorrere al lavaggio vero e proprio con acqua e sapone. 
  • Ventilazione degli ambienti: è importante favorire un ricambio d’aria frequente, aprendo le finestre per alcuni minuti e più volte al giorno, specialmente durante una visita. 
  • Uso della mascherina: nel corso dei picchi epidemici, l’utilizzo delle mascherine facciali si presta anche alle visite a domicilio, soprattutto in presenza di soggetti fragili. 
  • Distanziamento: nella fase più critica della stagione influenzale, è preferibile non affollare gli ambienti domiciliari, rimandando le visite di gruppo ad altri periodi dell’anno. 
  • Dispositivi portatili: la persona fragile potrebbe avvalersi di un dispositivo portatile per la sanificazione dell’aria, come e4life personal. Tale strumento emette microonde in grado di neutralizzare i virus in bioaerosol, generando una nuvola protettiva nell’intorno del soggetto. 

Interazioni nelle Strutture Residenziali Assistenziali (RSA) 

Le RSA sono luoghi particolarmente predisposti allo sviluppo di focolai influenzali. Vediamo i punti principali per la gestione del problema. 

  • Sorveglianza attiva: osservazione costante degli assistiti, degli addetti ai lavori e dei visitatori esterni per identificare tempestivamente una sintomatologia sospetta. 
  • Isolamento e raggruppamento: si procede all’isolamento in camera singola dell’assistito con influenza conclamata, fino alla scomparsa dei sintomi. Quando gli ammalati sono più di uno, si preferisce raggrupparli in un’area comune, a distanza di sicurezza da tutti gli altri assistiti. 
  • Riduzione delle attività collettive: in caso di focolaio, le attività collettive vengono temporaneamente sospese, mentre le occasioni di contatto (es.: utilizzo della mensa comune) vengono limitate. 
  • Gestione delle visite dall’esterno: talvolta, le visite vengono momentaneamente sospese o ridotte. Quando consentite, queste prevedono il rispetto delle comuni norme igieniche (es.: igienizzazione delle mani) e l’utilizzo di mascherine facciali. 
  • Somministrazione di farmaci antivirali: in presenza di focolaio, viene attivata la somministrazione di antivirali, sia per i soggetti malati (tempestivamente) sia per gli assistiti non contagiati. 

Segnali di allarme: quando rivolgersi al medico o al 112 

Quando ad ammalarsi di influenza è un soggetto fragile, è molto importante monitorare i sintomi correlati. Questi, in effetti, possono peggiorare in modo rapido, richiedendo l’intervento medico-ospedaliero. Ecco i sintomi da segnalare immediatamente

  • difficoltà respiratoria o dispnea; 
  • dolore toracico e/o senso di oppressione; 
  • febbre alta che non si attenua con gli antipiretici; 
  • cianosi di labbra e viso; 
  • letargia; 
  • stato confusionale; 
  • vertigini intense; 
  • qualsiasi peggioramento improvviso. 

Supporto tecnologico e organizzativo a tutela quotidiana 

In affiancamento all’assistenza sanitaria, gli strumenti tecnologici e il supporto sociale risultano indispensabili per proteggere le categorie a rischio. 

Tecnologie per il monitoraggio domiciliare 

Esistono, ad oggi, degli strumenti molto comodi di monitoraggio e gestione domiciliare, vediamo quali. 

  • Saturimetro (o pulsossimetro): un dispositivo tascabile che rileva la saturazione di ossigeno nel sangue (SpO2). Valori inferiori al 94%, in un soggetto con difficoltà respiratoria, sono un segnale da sottoporre subito al medico. 
  • Misuratore di pressione automatico: molto utile per misurare e monitorare la pressione arteriosa, soprattutto nei pazienti con cardiopatia. 
  • Termometro digitale o a infrarossi: per tenere sotto controllo l’andamento della temperatura corporea. 
  • Applicazioni smart: come quelle che funzionano da promemoria per l’assunzione dei farmaci. 
  • Telemedicina: per consultare il medico a distanza ed evitare il contatto di un soggetto fragile con persone potenzialmente contagiose. 

Supporto organizzativo e sociale 

Una rete sociale di supporto, formata da familiari, amici e professionisti, costituisce uno strumento ulteriore e non trascurabile per aiutare la persona fragile ad affrontare il picco influenzale. Accenniamo, di seguito, ad alcuni aspetti concreti. 

  • Pianificazione delle necessità: aiutare la persona a procurarsi ciò che gli occorre, ritirare farmaci al posto suo o eseguire altre commissioni pratiche permette di evitare interazioni a rischio. 
  • Contatti regolari: tenersi regolarmente in contatto, attraverso telefonate e videochiamate, è fondamentale per supportare l’umore del paziente, ma anche per il monitoraggio indiretto delle sue condizioni di salute. 
  • Assistenza domiciliare: per un supporto consistente e strutturato, i servizi di assistenza infermieristica domiciliare possono apportare professionalità alla rete sociale. 

Domande e risposte (FAQ) 

Quali categorie sono considerate ad alto rischio per le complicanze da influenza? 

Tra i soggetti a rischio di complicanze si collocano anziani e malati cronici, ma anche pazienti oncologici e persone immunodepresse. 

È utile la co-somministrazione di vaccini (es. influenza e COVID-19)? 

Sì, la co-somministrazione del vaccino antinfluenzale e del vaccino anti-COVID-19 è un espediente possibile per le categorie fragili. In ogni caso, è il medico a stabilirlo a seconda del caso specifico. 

Come rendere sicure le visite ai nonni o a persone fragili? 

È importante seguire le norme igieniche basilari, come lavarsi le mani con acqua e sapone, ma anche utilizzare mascherine ed evitare contatti troppo ravvicinati con la persona fragile. 

Quali sono i campanelli d’allarme che richiedono un intervento medico immediato? 

I sintomi da attenzionare in modo tempestivo includono difficoltà respiratorie, dolore toracico e febbre alta che non scende con gli antipiretici, ma anche stato confusionale, cianosi e vertigini intense. Qualsiasi peggioramento improvviso richiede il consulto medico-specialistico. 

Le tecnologie domestiche possono aiutare nella protezione quotidiana? 

Si. L’utilizzo di saturimetri, termometri digitali e misuratori di pressione rende facile ed immediato il monitoraggio delle persone fragili. 

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