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Virus estivi: cosa sapere tra verità e falsi miti

I virus estivi rappresentano, per la salute umana, un problema insidioso e talvolta sottovalutato. Favoriti da sbalzi termici e momenti di aggregazione, essi si propagano e infettano le persone, determinando la comparsa dei sintomi correlati.

Descriveremo, successivamente, i virus circolanti più diffusi d’estate, oltre che i comportamenti più opportuni ai fini della prevenzione.

Virus più diffusi d’estate

In linea generale, i virus vengono classificati in base ad alcune caratteristiche peculiari, come la presenza/assenza di involucro, l’organizzazione del materiale genetico e le “modalità” con cui essi provocano malattia. Gli agenti virali diffusi d’estate non fanno differenza, includendo una serie di gruppi ben noti nell’ambito clinico. Ecco, di seguito, alcune nozioni in merito.

  • Enterovirus: si tratta di virus altamente contagiosi, oltre che dotati di spiccate capacità di sopravvivenza ambientale. Replicandosi per lo più a livello intestinale, essi possono, comunque, determinare sintomi del tratto respiratorio. L’infezione da enterovirus D68, in particolare, interessa soprattutto quest’area del corpo. Gli agenti in questione sono patogeni circolanti tutto l’anno, rendendosi rilevanti anche durante l’estate. Gli ambienti affollati (es.: campeggi, piscine, ecc.) costituiscono, in modo intuibile, luoghi che favoriscono le infezioni da enterovirus. Il consumo di cibo e acqua contaminati, quale conseguenza di una scarsa igiene degli alimenti, così come il contatto con le persone infette e/o con le superfici contaminate, rappresentano le vie di contagio implicate.
  • Adenovirus: propagandosi attraverso le superfici contaminate, gli individui infetti e l’aria che respiriamo, gli adenovirus sono ospiti indesiderati di molti spazi di aggregazione comunitaria (es.: centri educativi e assistenziali, centri sportivi, ecc.). Essi si rendono problematici per qualsiasi fascia di età, causando sintomatologie varie, non solo a carico delle vie respiratorie, ma anche degli occhi, del tratto digerente e dell’apparato urinario. La relativa “versatilità”, in termini di sintomi collegati all’infezione, fa degli adenovirus un ostacolo rilevante per il benessere pubblico.
  • Rhinovirus: decisamente contagiosi, questi agenti vengono espulsi dagli individui infetti, per lo più, con minuscole gocce di saliva (droplets), propagandosi nell’aria circostante verso nuovi soggetti da infettare. Essi si associano a naso che cola e irritazione delle prime vie respiratorie, determinando moltissimi casi di raffreddore estivo.
  • Coronavirus: com’è risaputo, si tratta del gruppo di appartenenza del virus SARS-CoV-2, da cui scaturisce la patologia infettiva COVID-19. In relazione a questo specifico agente, è nota la sua persistenza anche nei mesi estivi, il che lo distingue dai virus dell’influenza stagionale. I sintomi del COVID-19 possono rendersi eterogenei per tipologia e gravità, includendo difficoltà respiratorie, febbre e dolori muscolari.

Un breve appunto sul virus respiratorio sinciziale (RSV), che si correla a sintomi delle vie aeree. In modo importante, esso può provocare polmonite o bronchiolite nei lattanti. Sebbene si tratti di un virus tendenzialmente invernale, è bene aggiungere che non sono mancate epidemie fuori stagione, in periodi meno freddi.

Perché ci ammaliamo anche col caldo

Lungi dall’essere una stagione sicura per la nostra salute, l’estate contribuisce in modo importante al rischio infettivo. Alcuni virus respiratori, insieme ad altre tipologie virali, persistono nonostante le temperature estive, rappresentando una minaccia per il benessere di tutti.

Il comportamento umano, tra l’altro, gioca un ruolo non trascurabile nella propagazione degli agenti virali. I mezzi di viaggio (es.: aerei, treni, autobus turistici, ecc.), per esempio, sono contraddistinti dal “via vai” continuo dei vacanzieri, costituendo una sede ideale di contagio. Ciò è vero in ragione dell’alta affluenza, della vicinanza interpersonale e dei trattamenti igienici non sempre ottimali.

Molte gettonato, nei mesi più caldi, l’utilizzo massivo dell’aria condizionata, sia negli ambienti pubblici che in quelli domestici. Sebbene risulti gradevole, tale espediente rende l’aria degli spazi chiusi più secca, disidratando le vie respiratorie dei soggetti presenti. In aggiunta, esso predispone a brusche oscillazioni della temperatura, rendendo le difese immunitarie meno efficienti. Tali fattori, unitamente alle potenzialità intrinseche dei virus, possono facilitare di gran lunga le patologie infettive.

In definitiva, è importante essere consapevoli dei rischi e delle cause scatenanti, al fine di adottare le misure preventive e preservare il nostro benessere.

Falsi miti sui virus estivi

Tra i falsi miti più diffusi si colloca, probabilmente, la minore pericolosità delle infezioni estive rispetto a quelle invernali. In primis, occorre specificare che molti virus circolanti in estate sono gli stessi patogeni che possiamo contrarre in altri periodi dell’anno. In secondo luogo, è opportuno aggiungere che il decorso delle patologie infettive può variare in maniera soggettiva, rendendosi più o meno problematico in base allo stato di salute sottostante.

Un’altra affermazione, talvolta inesatta, è che il caldo estivo uccida i virus. Non esiste, in realtà, una regola ferrea. Sebbene molti agenti virali siano sensibili al calore, molti altri sono capaci di persistere nelle stesse condizioni, e dunque di infettare le persone. Più in generale, la capacità di sopravvivenza dei virus dipende da una serie di fattori fisici, chimici e biologici.

Come proteggersi davvero

Nonostante i pericoli infettivi siano sempre dietro l’angolo, bastano poche e semplici accortezze per conservare il benessere ed eludere le patologie virali.

In primo luogo, è opportuno ridurre i contatti interpersonali con i soggetti palesemente infetti. Negli spazi domestici, inoltre, è bene intensificare la pulizia e la disinfezione degli ambienti comuni, oltre che favorire un frequente ricambio dell’aria. Negli spazi pubblici, e soprattutto in quelli molto affollati, il rischio di incorrere nelle fonti di contagio aumenta. Pertanto, sarebbe opportuno indossare delle mascherine usa e getta, ma anche igienizzare spesso le mani con gel disinfettanti o acqua calda e sapone. Nell’ambito della sanificazione non chimica, il progresso tecnologico offre delle soluzioni pratiche ed efficaci. È il caso di e4life personal, un dispositivo portatile che genera microonde neutralizzanti per i virus (ma innocue per l’uomo), e capace di creare una “nuvola di protezione” a favore dell’utente.

Come riportato in precedenza, anche l’acqua e gli alimenti possono risultare contaminati da virus (enterovirus), e dunque costituire un pericolo. A tal proposito, è opportuno lavare al meglio frutta e verdura, ma anche cuocere bene le pietanze ed evitare il consumo di acqua potenzialmente contaminata (es.: da serbatoi).

Un aspetto non trascurabile, infine, riguarda lo stile di vita. Nutrirsi in modo adeguato, consumare tanta acqua e fare attività fisica sono le regole di base per supportare le difese immunitarie, fronteggiando al meglio il rischio infettivo.

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