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Virus stagionali: come proteggere gli ambienti chiusi durante la stagione influenzale

Com’è noto da tempo, i virus stagionali colpiscono con maggiore intensità nei mesi freddi, dal momento che le persone trascorrono più tempo in ambienti al chiuso. Contestualmente, coesistono sistemi di riscaldamento spesso accesi e ricambio d’aria spesso ridotto: condizioni che favoriscono la diffusione dei virus per via aerea. Proteggere scuole, uffici, RSA e strutture sanitarie richiede una combinazione di igiene, vaccinazione e gestione attiva della qualità dell’aria indoor.

Quali sono i principali virus stagionali

I virus respiratori che circolano nella stagione fredda appartengono a tipologie ben definite, fermi restando i cambiamenti degli ultimi anni correlati alla pandemia. Ecco, di seguito, una breve disamina dei virus in questione.

Influenza: ceppi, stagionalità e picchi

L’influenza stagionale, causata da virus di tipo A e B in continua evoluzione antigenica, segue in Italia ed Europa un andamento tipicamente autunno-invernale, con il picco epidemico concentrato, solitamente, tra dicembre e febbraio. Le attività di sorveglianza vengono condotte a livello europeo dall’ECDC e in Italia dal sistema integrato RespiVirNet dell’ISS: evoluzione del precedente InfluNet. Il monitoraggio continuo permette di identificare i ceppi predominanti, valutare l’andamento dell’epidemia e di aggiornare, periodicamente, la composizione dei vaccini stagionali.

Virus respiratorio sinciziale (VRS) e rhinovirus

Il virus respiratorio sinciziale (VRS) provoca sintomi simil-influenzali negli adulti in salute, mentre può associarsi a sindromi più complesse nelle persone immunodepresse. Il relativo picco di circolazione in Italia si colloca tra gennaio e febbraio, con un periodo epidemico che si estende, in genere, da ottobre a marzo. I rhinovirus, d’altro canto, causano prevalentemente il comune raffreddore, contribuendo in modo significativo al carico di malattie respiratorie stagionali, soprattutto nei soggetti fragili.

La co-circolazione con il SARS-CoV-2

Da alcune stagioni, influenza, VRS e SARS-CoV-2 co-circolano negli stessi mesi: un fenomeno che ECDC e OMS monitorano tramite piattaforme di sorveglianza integrata dei virus respiratori (come ERVISS a livello europeo). Questa sovrapposizione, tra l’altro, aumenta la pressione complessiva sugli ambienti al chiuso ad alta affluenza, dagli ospedali alle scuole.

Perché i virus stagionali colpiscono di più in inverno

L’incidenza invernale delle infezioni respiratorie non è di certo casuale. Alcuni fattori ambientali e comportamentali, in effetti, favoriscono la trasmissione virale e il contagio. Vediamo di cosa si tratta.

Ambienti chiusi, riscaldamento e scarso ricambio d’aria

In inverno, le persone trascorrono più tempo in ambienti al chiuso, evitando, molto spesso, di aprire le finestre. Questo favorisce il comfort termico, ma riduce il ricambio d’aria naturale, agevolando l’accumulo di aerosol potenzialmente infettivi in aule, uffici, mezzi pubblici e sale d’attesa.

Umidità e sopravvivenza dei virus nell’aerosol

I sistemi di riscaldamento, tra l’altro, tendono ad abbassare l’umidità relativa dell’aria indoor. Diversi studi indicano che le condizioni di umidità intermedia o molto bassa possono favorire una maggiore persistenza di alcuni virus respiratori dispersi in bioaerosol, rispetto a livelli di umidità più elevati.

Ambienti più a rischio e categorie da proteggere

I pericoli infettivi stagionali trovano terreno fertile nei contesti educativi e, molto spesso, professionali, dove l’aggregazione sociale costituisce la regola. Ma non solo. Anche le strutture sanitarie subiscono le conseguenze dell’alta affluenza al chiuso, con rischi non trascurabili per gli individui fragili.

Scuole, uffici, RSA e strutture sanitarie

Aule scolastiche, ambienti universitari e uffici open space, ma anche residenze sanitarie assistenziali (RSA), ospedali e centri medici polispecialistici: sono i contesti in cui la trasmissione dei virus stagionali risulta più favorita e dove le misure di prevenzione hanno il maggiore impatto potenziale. In queste realtà, la presenza simultanea di numerose persone, unita alla condivisione di spazi e superfici, rende di gran lunga importante intervenire sulla qualità dell’aria, oltre che sulle misure igienico-sanitarie tradizionali.

Soggetti fragili: anziani e immunodepressi

Anziani e persone immunodepresse rientrano tra le categorie più vulnerabili alle complicanze dei virus stagionali, ed è su questi target che le raccomandazioni di sanità pubblica si concentrano con maggiore attenzione ogni anno. Ridurre la circolazione dei virus negli ambienti condivisi rappresenta una forma di tutela indiretta, soprattutto per chi presenta un rischio maggiore di sviluppare forme gravi della malattia infettiva.

Strategie di protezione per gli ambienti chiusi

Limitare la diffusione dei virus stagionali negli ambienti confinati richiede un approccio integrato, capace di combinare espedienti comportamentali individuali e interventi mirati sugli spazi condivisi.

Igiene, vaccinazione e comportamenti individuali

Le misure di base restano fondamentali: igiene delle mani, etichetta respiratoria (coprirsi bocca e naso quando si tossisce o starnutisce), restare isolati in caso di sintomi e, per le categorie raccomandate, la vaccinazione antinfluenzale stagionale, che rimane lo strumento di prevenzione primaria con il maggior supporto scientifico. Anche una corretta informazione sui comportamenti idonei contribuisce ad aumentare, tramite una maggiore consapevolezza, l’efficacia delle strategie di prevenzione.

Gestione della qualità dell’aria: ventilazione, filtrazione e inattivazione

Accanto alle misure individuali, la gestione della qualità dell’aria indoor rappresenta un livello di intervento complementare e continuo: ventilazione per diluire le particelle virali in bioaerosol, filtrazione HEPA per trattenere il particolato aerodisperso e, come strato aggiuntivo, tecnologie di inattivazione virale dell’aria: pensate, come e4shieldtm, per agire sulla carica virale residua nell’ambiente occupato. L’integrazione di tali soluzioni permette di intervenire in modo costante anche quando il ricambio d’aria naturale non è sufficiente.

Una soluzione attiva e continua per tutta la stagione

Nella stagione fredda, una gestione attiva e continuativa della qualità dell’aria indoor consente di mantenere un livello di protezione costante negli ambienti ad alta frequentazione, senza dipendere unicamente dall’apertura delle finestre. L’adozione di sistemi mirati alla sanificazione dell’aria indoor rappresenta, in definitiva, un valido complemento alle misure di prevenzione tradizionali, contribuendo a creare ambienti interni più sicuri e salubri durante il periodo più “critico” dell’anno.

FAQ — Domande frequenti

  • Quali sono i virus stagionali più comuni in inverno?

I principali sono i virus influenzali (tipo A e B), il virus respiratorio sinciziale (VRS), i rhinovirus e il SARS-CoV-2, che in inverno co-circolano spesso negli stessi ambienti, aumentando il carico complessivo di malattie respiratorie.

  • Perché ci si ammala di più in inverno?

Perché si trascorre più tempo in ambienti chiusi, con finestre chiuse e ricambio d’aria ridotto per il comfort termico. Questo favorisce l’accumulo di aerosol potenzialmente infettivi. Inoltre, l’aria più secca dovuta al riscaldamento può favorire una maggiore persistenza di alcuni virus.

  • Qual è la differenza tra influenza, raffreddore e Covid?

Sono causati da virus differenti (virus influenzali, rhinovirus/altri virus del raffreddore, SARS-CoV-2), con sintomi spesso simili ma gravità diversa. Il raffreddore causa, in genere, sintomi lievi delle alte vie respiratorie, l’influenza può causare febbre alta e dolori muscolari marcati, mentre il Covid-19 ha un decorso variabile e può includere anche perdita di olfatto/gusto. La diagnosi differenziale certa richiede test specifici.

  • Come proteggere un ufficio o una scuola dai virus stagionali?

Combinando igiene delle mani, comportamenti corretti in caso di sintomi, ventilazione regolare degli ambienti e, dove possibile, sistemi di filtrazione e trattamento dell’aria continui, in aggiunta alla vaccinazione per le categorie raccomandate.

  • La purificazione dell’aria aiuta contro l’influenza?

Sì, la gestione della qualità dell’aria, mediante ventilazione e filtrazione, ed eventualmente tecnologie di inattivazione virale, può contribuire a ridurre la concentrazione di particelle virali aerodisperse negli ambienti chiusi, come misura complementare (non sostitutiva) rispetto a igiene e vaccinazione.

  • Qual è la differenza tra filtrare e inattivare i virus nell’aria?

Filtrare significa trattenere meccanicamente il particolato, incluse le particelle virali, su un mezzo filtrante (es. HEPA); inattivare significa agire direttamente sulla particella virale per ridurne l’infettività. Sono approcci complementari, non alternativi tra loro.

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